{"id":15553,"date":"2017-01-12T14:43:20","date_gmt":"2017-01-12T13:43:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.telepace.com\/?p=15553"},"modified":"2017-01-12T14:43:20","modified_gmt":"2017-01-12T13:43:20","slug":"un-silenzio-molto-eloquente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telepace.it\/un-silenzio-molto-eloquente\/","title":{"rendered":"Un silenzio molto eloquente"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/rcZ40tUNcAU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; encrypted-media\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Nel 1988 Martin Scorsese aveva letto con ammirazione e stupore Silenzio, un romanzo dello scrittore cattolico giapponese Sh\u016bsaku End\u014d (1923-1996). Aveva capito subito che un giorno avrebbe dovuto farne un adattamento cinematografico, ma, per motivi economici e artistici, sarebbero passati tre decenni prima di realizzarlo. Nella sua apparente semplicit\u00e0 ed essenzialit\u00e0, Silenzio \u00e8 un\u2019opera incredibilmente complessa, non esente da similitudini con Il potere e la gloria di Graham Greene. Pubblicata nel 1966, sarebbe presto diventata l\u2019epicentro di un\u2019accesa polemica, affrontando la spinosa questione della persecuzione subita dai cristiani nipponici dalla fine del Cinquecento alla met\u00e0 del Seicento, con picchi drammatici come l\u2019espulsione di tutti i missionari nel 1614 o la cosiddetta ribellione di Shimabara (1637-1638) che, dopo essere stata brutalmente soffocata, avrebbe dato luogo al periodo Sakoku quando il culto cristiano fu definitivamente proibito.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" title=\"Liam Neeson nel ruolo  di padre  Crist\u00f3v\u00e3o Ferreira\" src=\"http:\/\/www.osservatoreromano.va\/vaticanresources\/images\/dd40ab91ad501447611d97024d460111.jpg\" alt=\"Liam Neeson nel ruolo  di padre  Crist\u00f3v\u00e3o Ferreira\" \/><\/p>\n<p>In questo straziante scenario End\u014d colloca la vicenda di Silenzio, che ricrea liberamente la storia del gesuita portoghese Crist\u00f3v\u00e3o Ferreira (1580-1650), che divenne provinciale del Giappone e sub\u00ec terribili torture durante l\u2019epoca pi\u00f9 cruenta della persecuzione, prima di apostatare e adottare il nome di Sawano Ch\u016ban. La figura di Ferreira diviene \u2014 a imitazione del Kurtz di Joseph Conrad \u2014 il cuore di tenebra del romanzo di End\u014d, dove si racconta l\u2019odissea di due giovani gesuiti, i padri Sebasti\u00e3o Rodrigues e Francisco Garupe, che da Macao vanno in Giappone per conoscere la verit\u00e0 sul loro superiore.<\/p>\n<p>Alcuni detrattori di End\u014d hanno giudicato Silenzio un romanzo \u201cambiguo\u201d in termini religiosi, perch\u00e9 postula un vissuto privato della fede e indica l\u2019inutilit\u00e0 del martirio. Ma si tratta di una lettura semplicistica che la complessit\u00e0 morale e teologica del romanzo smentisce. L\u2019opera dello scrittore giapponese ci mostra la lotta della fede in situazioni di sofferenza estrema, l\u00e0 dove la capacit\u00e0 di resistenza umana si scontra con il silenzio di Dio.<\/p>\n<p>Ovviamente non vi troviamo quell\u2019atteggiamento moralistico edulcorato che tanto piace a un certo cattolicesimo emotivista, cos\u00ec propenso a offrire soluzioni nette e troppo facili (anche irreali) alle questioni pi\u00f9 delicate e strazianti. Silenzio \u00e8 un romanzo che \u2014 come chiedeva Flannery O\u2019Connor all\u2019artista cattolico \u2014 si addentra in \u00abun territorio che \u00e8 in larga parte propriet\u00e0 del Nemico\u00bb e si confronta con il problema del Male e della sofferenza, mostrando senza mezzi termini le sofferenze della fede in mezzo a una persecuzione crudelissima.<\/p>\n<p>Nel romanzo ci sono brani di una crudezza tale da farci gelare il sangue nelle vene, in cui End\u014d ci descrive i tormenti a cui furono sottoposti i martiri giapponesi. E ci sono brani di una potenza spirituale e di una densit\u00e0 teologica sublimi, in cui si esaltano l\u2019eroicit\u00e0 e la grandezza del martirio. Ma nel romanzo c\u2019\u00e8 anche uno sforzo per comprendere le debolezze di quanti cedono per mancanza di coraggio, come il personaggio al tempo stesso grottesco e tragico di Kichijiro, un vigliacco che rinnega ripetutamente Cristo e denuncia altri cristiani, ma ripetutamente chiede e trova il perdono in padre Rodrigues, da cui torna come un cagnolino dal suo padrone. Perch\u00e9 Cristo, di fatto, volle salvare anche Giuda, sapendo che in ogni Giuda respira un potenziale Pietro.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo spiega padre Rodrigues, in un brano particolarmente significativo del romanzo: \u00abCristo, nell\u2019Ultima Cena ha detto a Giuda: \u201cQuello che devi fare fallo al pi\u00f9 presto\u201d. Neanche ora che sono sacerdote ho potuto cogliere bene il senso di quelle parole. Che cosa avr\u00e0 provato Cristo scagliando quelle parole in faccia all\u2019uomo che lo avrebbe venduto per trenta denari d\u2019argento? Le avr\u00e0 dette con ira e con odio? O saranno piuttosto state parole nate dall\u2019amore? Se erano parole di ira, Cristo in quel momento stava negando la salvezza a quell\u2019unico uomo tra tutti gli uomini del mondo. Giuda avrebbe ricevuto in pieno la sferzata dell\u2019ira di Cristo e non si sarebbe salvato; e il Signore avrebbe abbandonato al suo destino un uomo caduto per sempre nel peccato. Ma non poteva essere cos\u00ec. Cristo cerc\u00f2 di salvare persino Giuda. Se cos\u00ec non fosse, non avrebbe senso che abbia fatto di lui uno dei suoi discepoli\u00bb.<\/p>\n<p>Silenzio ci insegna che la misericordia di Dio condivide anche la sofferenza di quanti lo rinnegano; poich\u00e9, come leggiamo in un altro brano del romanzo, \u00abchi pu\u00f2 assicurare che i deboli abbiano sofferto meno dei forti?\u00bb. Senza alcun dubbio, il punto pi\u00f9 controverso del romanzo di End\u014d \u2014 e del film di Scorsese \u2014 \u00e8 comunque la soluzione finale adottata dai padri Ferreira e Rodrigues, che apostatano pubblicamente e proseguono la loro opera evangelizzatrice nella clandestinit\u00e0.<\/p>\n<p>Non si tratta, nemmeno alla lontana, di un\u2019esperienza privata e accomodante della fede, bens\u00ec di una dolorosa rinuncia a predicare il vangelo sui tetti per evitare lo sterminio dei propri fratelli. Infine, il romanzo di End\u014d ci propone una riflessione sulla cosiddetta \u00abdisciplina dell\u2019arcano\u00bb, che ha un evidente fondamento evangelico: \u00abNon date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perch\u00e9 non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi\u00bb (Matteo, 7, 6). Lo stesso sant\u2019Agostino raccomandava ai suoi fedeli, per evitare la reazione furibonda dei pagani, di nascondere per prudenza il proprio credo.<\/p>\n<p>Dio non vuole che rifuggiamo dal martirio; ma vuole ancor meno che ci buttiamo insensatamente nel martirio o che la nostra insensatezza getti nel martirio i nostri fratelli. Ovviamente, questa disciplina dell\u2019arcano pu\u00f2 essere l\u2019alibi perfetto per i vigliacchi che tacciono e concedono, desiderosi di ottenere le ricompense che offre il mondo, mentre i coraggiosi vengono sacrificati. Ma non \u00e8 questa la tesi che si difende in Silenzio, dove la finta apostasia dei protagonisti ci viene presentata sempre come un tragico atto di amore verso i loro fedeli.<\/p>\n<p>Prima che Scorsese adattasse Silenzio al grande schermo, lo aveva fatto Masahiro Shinoda in Chinmoku (\u201cSilenzio\u201d, 1971), un\u2019opera dalle grandi qualit\u00e0 cinematografiche che tuttavia snatura completamente il significato del romanzo, presentando un padre Rodrigues che, dopo aver apostatato, si lascia travolgere dalla disperazione (come si deduce da una sequenza finale particolarmente infelice). La versione di Scorsese \u00e8 invece scrupolosamente fedele all\u2019originale, sia nella forma sia nel contenuto.<\/p>\n<p>Per tradurre in immagini l\u2019essenzialit\u00e0 della prosa di End\u014d, Scorsese ha rinunciato quasi del tutto alla colonna sonora (il che pu\u00f2 rendere il film un po\u2019 arido per lo spettatore medio) e ha scelto un tempo pausato (addirittura molto pausato per i ritmi frenetici dello pseudo-cinema attuale), come pure un espediente discutibile, ma incredibilmente efficace, che consiste nel raccontare la storia rinunciando a immagini truculente e a effettismi, adottando addirittura uno sguardo che si finge neutrale e che, in alcuni momenti (per esempio nella sequenza della morte di padre Garupe) ci pu\u00f2 apparire freddo o distante.<\/p>\n<p>Ma noi non crediamo assolutamente che lo sia; e ancor meno che una simile apparente freddezza si possa interpretare come distacco rispetto alla sofferenza dei martiri: la bellissima e terribile sequenza in cui ci viene mostrata la lenta morte dei cristiani che sono stati crocifissi sulla riva del mare perch\u00e9 l\u2019alta marea li affoghi lentamente, non lascia ombra di dubbio sull\u2019atteggiamento rispettoso del regista.<\/p>\n<p>Ma certamente ancora pi\u00f9 ammirevole appare lo scrupoloso rispetto che Scorsese mostra per il tema e le intenzioni di End\u014d, senza fare alcuna concessione allo spirito incredulo della nostra epoca. Cos\u00ec, per esempio, padre Rodrigues (magnificamente interpretato da Andrew Garfield, che incarna alla perfezione la mescolanza di ardore religioso e fragilit\u00e0 del personaggio del libro) sente, in modo nitido e risonante, la voce di Cristo (non la voce della sua coscienza) quando alla fine decide di calpestare il fumi-e che gli viene presentato, per salvare la vita di altri cristiani: \u00abCalpestami\u2026 Sono venuto al mondo affinch\u00e9 mi calpestiate, ho portato la croce per condividere il vostro dolore\u00bb.<\/p>\n<p>Infine Scorsese riflette fedelmente l\u2019intenzione di End\u014d nella parte conclusiva del film, dove la voce narrante (che fino a quel momento \u00e8 stata monopolio di padre Rodrigues), assume nel romanzo un tono notarile e un po\u2019 criptico, per suggerirci che il protagonista ha continuato a evangelizzare in segreto le guardie incaricate di sorvegliarlo.<\/p>\n<p>Scorsese dice esplicitamente quello che End\u014d suggerisce appena: ci permette di vedere senza mezzi termini come Ferreira chiude un occhio dinanzi all\u2019introduzione in Giappone di oggetti il cui significato cattolico non viene colto dalle autorit\u00e0; ci consente di vedere senza ambiguit\u00e0 come Rodrigues ascolta in confessione Kichijiro, il suo delatore, e perdona i suoi peccati; infine, ci offre una inquadratura finale totalizzante \u2014 che naturalmente non riveliamo \u2014 in cui, in modo molto eloquente, abbiamo la conferma che Cristo non ha mai abbandonato il protagonista e che il protagonista non ha mai smesso di predicare il vangelo tra le persone che lo hanno accompagnato.<\/p>\n<p>Silenzio \u00e8 l\u2019eloquente film di un grandissimo artista e di un cattolico che, come Flannery O\u2019Connor, non esita ad addentrarsi in territorio nemico per misurarsi con i demoni che attaccano a morsi la fede.<\/p>\n<p>E, addentrandosi in quel territorio, riesce a scuotere la nostra fede flaccida e fievole e ci permette di ascoltare la voce amorevole di Cristo, che risuona come un osanna eterno dentro di noi, condividendo il nostro dolore e perdonando ogni volta i nostri cedimenti e le nostre debolezze.<\/p>\n<p>di Juan Manuel de Prada<\/p>\n<p>OSSERVATORE ROMANO<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00b7 \u200bNel libro di End\u014d e nel film di Scorsese le persecuzioni anticristiane nel Giappone del Seicento \u00b7<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15554,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"quote","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[12],"class_list":["post-15553","post","type-post","status-publish","format-quote","has-post-thumbnail","hentry","category-osservatore-romano","tag-primo-piano","post_format-post-format-quote"],"acf":[],"images":{"thumbnail":"https:\/\/www.telepace.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Silcence-150x150.jpg","medium":"https:\/\/www.telepace.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Silcence-300x176.jpg","full":"https:\/\/www.telepace.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Silcence.jpg"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/posts\/15553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/comments?post=15553"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/posts\/15553\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/media\/15554"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=15553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/categories?post=15553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=15553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}