{"id":349,"date":"2018-10-23T15:29:21","date_gmt":"2018-10-23T13:29:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telepace.it\/roma\/?p=349"},"modified":"2018-10-23T15:29:21","modified_gmt":"2018-10-23T13:29:21","slug":"identita-ed-eredita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.telepace.it\/identita-ed-eredita\/","title":{"rendered":"Identit\u00e0 ed eredit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class=\"col-1\">\n<div class=\"bar-title\">\n<div class=\"title\">\n<h1>\u200bMessa a Santa Marta \u00b7<\/h1>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-1 footer\">\n<div class=\"bar-title footer\">\n<div class=\"left-content\">\n<p class=\"italic\">23 ottobre 2018<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"right-content\"><\/div>\n<div class=\"clear\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-left-2\">\n<div id=\"html-content\">\n<h1><\/h1>\n<p>L\u2019identit\u00e0 e l\u2019eredit\u00e0 del cristiano sono fatte di speranza, forse \u00abla virt\u00f9 teologale pi\u00f9 dimenticata\u00bb e \u00abpi\u00f9 difficile da capire\u00bb. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella messa celebrata a Santa Marta marted\u00ec mattina, 23 ottobre.<\/p>\n<p>Prendendo spunto come di consueto dalle letture (tratte dalla lettera di san Paolo agli Efesini 2, 12-22 e dal vangelo di Luca 12, 35-38), all\u2019omelia il Pontefice ha subito individuato \u00abdue parole con le quali possiamo descrivere il messaggio liturgico di questa giornata: cittadinanza ed eredit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" title=\"Jorge Cocco Santangelo \u00abLe dieci vergini\u00bb\" src=\"http:\/\/www.osservatoreromano.va\/vaticanresources\/images\/a6807ee0760aad941faf84da21f103bc.jpg\" alt=\"Jorge Cocco Santangelo \u00abLe dieci vergini\u00bb\" \/><\/p>\n<p>Soffermandosi sulla prima ha quindi spiegato che nella lettura l\u2019apostolo \u00abci parla di questo\u00bb. Si tratta, ha chiarito di \u00abun regalo che Dio ci ha fatto, a tutti noi: ci ha fatti cittadini, cio\u00e8 ci ha dato identit\u00e0. Ci ha dato la carta d\u2019identit\u00e0\u00bb. Del resto il Signore \u00abin Ges\u00f9 ha abolito la Legge per ricreare in se stesso tutto, per riconciliare tutti, anche noi, tutti&#8230; eliminando l\u2019inimicizia che noi avevamo con Lui. \u00c8 venuto ad annunciare \u201cpace a voi\u201d, a tutti. E adesso, \u201cpossiamo presentarci gli uni e gli altri al Padre in un solo Spirito\u201d; ci ha fatto \u201cuno\u201d\u00bb. Insomma \u00abquesta \u00e8 la nostra cittadinanza: \u201cCos\u00ec dunque voi non siete pi\u00f9 stranieri n\u00e9 ospiti, ma siete concittadini dei santi\u201d in Ges\u00f9 e in Lui, anche voi \u201cedificati insieme\u201d per diventare abitazione dello Spirito Santo\u00bb. Dunque per Francesco \u00abla nostra identit\u00e0 \u00e8 proprio questo essere guariti dal Signore, essere costruiti in comunit\u00e0 e avere lo Spirito Santo dentro. Un cristiano \u00e8 quello. E la forza \u00e8 lo Spirito che ha dentro\u00bb. Di conseguenza \u00abcamminiamo, con questa forza, con questa sicurezza, con questa fermezza: siamo concittadini e Dio \u00e8 con noi. Anzi, Lui ci porta avanti, ci fa camminare\u00bb.<\/p>\n<p>Verso dove? Verso \u00abl\u2019altra parola\u00bb che il Pontefice ha voluto proporre: ovvero \u00abl\u2019eredit\u00e0. Identit\u00e0 ed eredit\u00e0. E l\u2019eredit\u00e0 \u00e8 quello che Ges\u00f9 nel Vangelo ci dice: l\u2019eredit\u00e0 \u00e8 quello che noi cerchiamo nel nostro cammino, quello che noi riceveremo alla fine; ma dobbiamo cercarlo ogni giorno, andare verso questa eredit\u00e0\u00bb. E tutto ci\u00f2 \u00e8 riassunto, ha detto ancora il Papa, nella \u00abgrande virt\u00f9 della speranza, la virt\u00f9 teologale forse pi\u00f9 dimenticata, forse pi\u00f9 difficile da capire\u00bb, ma \u00abquella che ci porta avanti nel cammino della nostra identit\u00e0 verso l\u2019eredit\u00e0\u00bb. In effetti i cristiani sanno \u00abcos\u2019\u00e8 la fede: \u00e8 facile capirla e anche non \u00e8 difficile praticarla. Tutte e tre \u2014 fede, carit\u00e0 e speranza \u2014 sono un dono. La fede, la capiamo bene. La carit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 facile ancora da capire: \u00e8 fare del bene, con Dio e con gli altri. Ma la speranza, cosa \u00e8?\u00bb, si \u00e8 chiesto Francesco. E la risposta \u00e8 stata che \u00abla nostra eredit\u00e0 \u00e8 un po\u2019 difficile da capire\u00bb. Quindi immaginando una sorta di dialogo ha chiarito: \u00ab\u201cS\u00ec, s\u00ec, \u00e8 sperare: ma sperare, attendere&#8230; cosa \u00e8? Cosa speri, tu?\u201d \u2014 \u201cIo, s\u00ec, io spero il Cielo!\u201d \u2014 \u201cMa cosa \u00e8 il Cielo, per te?\u201d \u2014 \u201cS\u00ec, \u00e8 la luce, s\u00ec, \u00e8 incontrare tutti i Santi, \u00e8 una felicit\u00e0 eterna&#8230;\u201d ma no \u00e8 facile da capire, cosa \u00e8 la speranza. Vivere in speranza \u00e8 camminare, s\u00ec, verso un premio, verso la felicit\u00e0 che non abbiamo qui ma l\u2019avremo l\u00e0&#8230; \u00e8 una virt\u00f9 difficile da capire\u00bb.<\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 delle difficolt\u00e0, la speranza ha anche altre caratteristiche, che il Papa ha elencato: per esempio \u00ab\u00e8 una virt\u00f9 umile, molto umile\u00bb; e soprattutto \u00ab\u00e8 una virt\u00f9 che non delude mai: se tu speri, mai sarai deluso. Mai, mai\u00bb. Inoltre \u00ab\u00e8 anche una virt\u00f9 concreta\u00bb. Ma, potrebbe essere l\u2019obiezione, \u00abcome pu\u00f2 essere concreta, se io non conosco il Cielo o quello che mi aspetta?\u00bb. E ancora una volta la risposta non lascia spazio a dubbi: la speranza \u00e8 l\u2019eredit\u00e0 del cristiano, dunque speranza \u00abverso qualcosa\u00bb, non verso \u00abun\u2019idea\u00bb o verso \u00abun posto bello\u00bb Di pi\u00f9: essa \u00ab\u00e8 un incontro\u00bb. Al punto che \u00abGes\u00f9 \u2014 ha fatto notare il Papa \u2014 sempre sottolinea questa parte della speranza, questo essere in attesa\u00bb. Come nel Vangelo odierno, in cui essa \u00e8 raffigurata nell\u2019incontro \u00abdel padrone, quando torna da una festa\u00bb. O come quando Ges\u00f9 \u00abparla, nella parabola, delle ragazze stolte e delle ragazze sagge\u00bb: anche in quel caso infatti \u00e8 \u00abun incontro con il Signore che viene dalle nozze, con lo sposo\u00bb. Perch\u00e9 \u00absempre \u00e8 un incontro, un incontro con il Signore. \u00c8 concreto\u00bb.<\/p>\n<p>Purtroppo per\u00f2, ha osservato Francesco, \u00abtante volte, noi non sappiamo questo&#8230; o ci facciamo della speranza un\u2019idea strana&#8230; \u201cs\u00ec, saremo nel Cielo, l\u00ec&#8230; l\u00ec c\u2019\u00e8 la musica, ci sono i canti, una bella festa&#8230;\u201d \u2014 \u201cMa sar\u00e0 noiosa?!\u201d \u2014 \u201cNo, no, no, ma sar\u00e0 bella&#8230;\u201d: no. \u00c8 incontrare il Signore. \u00c8 un incontro\u00bb. E offrendo una confidenza personale il Papa ha spiegato che quando lui pensa alla speranza, gli viene in mente in particolare un\u2019immagine: \u00abla donna gravida, la donna che aspetta un bambino. Va dal medico, gli fa vedere l\u2019ecografia \u2014 \u201cah, s\u00ec, il bambino&#8230; va bene\u201d&#8230; No!\u00bb. Al contrario \u00ab\u00e8 gioiosa! E tutti i giorni si tocca la pancia per accarezzare quel bambino, \u00e8 in aspettativa del bambino, vive aspettando quel figlio\u00bb. E \u00abquesta immagine ci pu\u00f2 far capire che cosa sia la speranza: vivere per quell\u2019incontro. Quella donna immagina come saranno gli occhi del figlio, come sar\u00e0 il sorriso, come sar\u00e0, biondo o moro&#8230; ma immagina l\u2019incontro con il figlio. Immagina l\u2019incontro con il figlio\u00bb. Dunque, ha ribadito il Pontefice, \u00abquesta immagine, questa figura ci pu\u00f2 aiutare tanto a capire che cosa \u00e8 la speranza\u00bb e a \u00abdomandarci: \u201cIo spero cos\u00ec, concretamente, o spero un po\u2019 diffuso, un po\u2019 gnosticamente?\u201d. La speranza \u00e8 concreta, \u00e8 di tutti i giorni perch\u00e9 \u00e8 un incontro. E ogni volta che incontriamo Ges\u00f9 nell\u2019Eucaristia, nella preghiera, nel Vangelo, nei poveri, nella vita comunitaria, ogni volta diamo un passo in pi\u00f9 verso questo incontro definitivo\u00bb. Da qui l\u2019auspicio che i cristiani abbiano \u00abla saggezza di saper gioire dei piccoli incontri della vita con Ges\u00f9, preparando quell\u2019incontro definitivo\u00bb.<\/p>\n<p>Un auspicio riproposto nelle considerazioni conclusive in cui ricapitolando Francesco ha spiegato come l\u2019identit\u00e0 sia il \u00abgrande regalo di Dio che ci ha fatti una comunit\u00e0, ci ha fatti eredi di questo\u00bb; e come l\u2019eredit\u00e0 sia \u00abquella forza con cui lo Spirito Santo ci porta avanti con la speranza\u00bb. Con l\u2019esortazione finale a pensare \u00aboggi a queste due parole: la mia carta d\u2019identit\u00e0, qual \u00e8? Come sono cristiano? E poi: com\u2019\u00e8 la mia speranza? Cosa aspetto in eredit\u00e0?\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"line\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u200bMessa a Santa Marta \u00b7 23 ottobre 2018 L\u2019identit\u00e0 e l\u2019eredit\u00e0 del cristiano sono fatte di speranza, forse \u00abla virt\u00f9 teologale pi\u00f9 dimenticata\u00bb e \u00abpi\u00f9 difficile da capire\u00bb. Lo ha sottolineato Papa Francesco nella messa celebrata a Santa Marta marted\u00ec mattina, 23 ottobre. 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