{"id":41598,"date":"2022-01-27T16:00:32","date_gmt":"2022-01-27T15:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.telepace.it\/?post_type=puntata&#038;p=41598"},"modified":"2022-01-27T10:41:26","modified_gmt":"2022-01-27T09:41:26","slug":"la-porta-della-speranza","status":"publish","type":"puntata","link":"https:\/\/www.telepace.it\/puntate\/la-porta-della-speranza\/","title":{"rendered":"La porta della speranza"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/hvBQwjoclXU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre del 1943, mentre a Roma imperversava la furia nazista, una ventina di bambine ebree trov\u00f2 salvezza in una parrocchia di Roma, Santa Maria ai Monti, in uno dei pi\u00f9 antichi quartieri della Capitale. Le piccole erano rifugiate nel vicino Convento del Sacro Cuore, gestito dalle suore vincenziane che, nei momenti di pericolo, facevano scappare le bimbe in chiesa. L\u00ec salivano una scala di oltre 30 metri per andarsi a riparare in un corridoio stretto e buio sotto il campanile, in cui restavano per ore o per giorni. Sulle pareti, ancora oggi, sono impressi i loro disegni, le loro scritte, i loro ricordi.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":1191,"template":"","tags":[110],"class_list":["post-41598","puntata","type-puntata","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-redazione-roma"],"acf":[],"images":{"thumbnail":"https:\/\/www.telepace.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/racconto1-150x150.jpg","medium":"https:\/\/www.telepace.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/racconto1-300x169.jpg","full":"https:\/\/www.telepace.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/racconto1.jpg"},"descrizione_app":"<p>Nell\u2019ottobre del 1943, mentre a Roma imperversava la furia nazista, una ventina di bambine ebree trov\u00f2 salvezza in una parrocchia di Roma, Santa Maria ai Monti, in uno dei pi\u00f9 antichi quartieri della Capitale. Le piccole erano rifugiate nel vicino Convento del Sacro Cuore, gestito dalle suore vincenziane che, nei momenti di pericolo, facevano scappare le bimbe in chiesa. L\u00ec salivano una scala di oltre 30 metri per andarsi a riparare in un corridoio stretto e buio sotto il campanile, in cui restavano per ore o per giorni. Sulle pareti, ancora oggi, sono impressi i loro disegni, le loro scritte, i loro ricordi.<\/p>\n","url_app":"hvBQwjoclXU","programma_id":1198,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/puntata\/41598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/puntata"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/types\/puntata"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/media\/1191"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/media?parent=41598"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.telepace.it\/api\/wp\/v2\/tags?post=41598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}