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Papa Francesco all’Udienza Generale: gli anziani imparino a congedarsi


Ha preso le mosse dal dialogo tra Gesù risorto e Pietro la catechesi del Papa all’udienza generale di questo mercoledì. Ancora una volta in primo piano la vecchiaia e in particolare l’autosufficienza che diminuisce con il passare degli anni. “Dillo a me che devo andare in carrozzina, eh! Ma è così, la vita è così: con la vecchiaia ti vengono tutte queste malattie e dobbiamo accettarle come vengono, no? Non abbiamo la forza dei giovani!”.

Eppure – ha ricordato il Papa – l’essere discepoli e testimoni vale anche nella debolezza fisica, tipica della vecchiaia: “Con la malattia, con la vecchiaia la dipendenza cresce e non siamo più auto-dipendenti come prima; cresce questo e anche lì matura la fede, anche lì c’è Gesù con noi, anche lì sgorga quella ricchezza della fede ben vissuta durante la strada della vita”.

Dunque, anche nella fragilità occorre esprimere coerenza con il Vangelo. Quello della vecchiaia è un tempo di prova, ha aggiunto Francesco. Ed è segnato anche dalla tentazione di conservare il protagonismo. “Alle volte il protagonista deve diminuire, deve abbassarsi, accettare che la vecchiaia ti abbassa come protagonista. Ma avrai un altro modo di esprimerti, un altro modo di partecipare nella famiglia, nella società, nel gruppo degli amici.

Bisogna seguire Gesù non solo quando la vita è prospera e piena di successi. Ma anche nei momenti di difficoltà e di caduta. Noi anziani – ha sottolineato il papa – non dovremmo essere invidiosi dei giovani che prendono la loro strada e che occupano il nostro posto. “Imparare a congedarsi: questa è la saggezza degli anziani. Ma congedarsi bene, attenti, con il sorriso, a congedarsi in società, a congedarsi con gli altri. La vita dell’anziano è un congedo, lento, lento, ma un congedo gioioso”.

Francesco ha incoraggiato a proseguire su questa strada con serenità: “noi anziani, guardiamo i giovani e sempre un sorriso, ai giovani: loro seguiranno la strada, loro porteranno avanti quello che abbiamo seminato, anche quello che noi non abbiamo seminato perché non abbiamo avuto il coraggio o l’opportunità: loro lo porteranno avanti”. È il cuore del patto intergenerazionale più volte evocato dal Papa, che richiede anche la collaborazione dei giovani i quali – ha ribadito – non possono andare avanti senza gli anziani: “Guardiamo gli anziani, guardiamoli, e aiutiamoli a ché possano vivere ed esprimere la loro saggezza di vita, che possano darci quello che hanno di bello e di buono”.

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