Papa Francesco, queste tombe gridano pace
“Fermatevi fratelli, sorelle! Fermatevi fabbricatori di armi! Queste tombe parlano, gridano da sé stesse, gridano pace”
Questo il potente appello di Papa Francesco, pronunciato oggi nel corso dell’Omelia in occasione della Messa per la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, che quest’anno il Pontefice ha deciso di celebrare presso il Cimitero militare francese di Roma, in particolare per le vittime delle Guerre Mondiali e di tutte quelle guerre che si combattono a pezzi ancora oggi.
Papa Francesco è arrivato in leggero anticipo rispetto all’orario programmato e, prima della celebrazione, ha percorso il viale tra le lapidi dei caduti francesi, sulle quali ha deposto rose bianche, per poi fermarsi con gli occhi chiusi ed a mani giunte per un momento di preghiera.
L’omelia è interamente a braccio, come ogni anno in questa occasione. Francesco inizia ricordando la scritta all’ingresso di un cimitero del nord-Italia: “Tu che passi, ferma il passo, e pensa dei tuoi passi all’ultimo passo“. Un pensiero che ha profondamente colpito Francesco e che oggi offre lo spunto per ricordare ai fedeli che la vita è un cammino e “che non è una passeggiata e neppure un labirinto, ma un cammino“.
Guardando le tombe dei caduti francesi, il Pontefice esprime un secondo pensiero: “Questa brava gente è morta in guerra, perché è stata chiamata a difendere valori, ideali e anche situazioni politiche tristi“. È la guerra che mangia i figli della Patria. Francesco, poi, prosegue dicendo di essere rimasto colpito dall’iscrizione su una lapide, che recita ‘Sconosciuto. Morto per la Francia‘. Una tomba anonima, come tante altre ce ne sono nei cimiteri militari. “Neppure il nome… – osserva il Papa – anche se nel cuore di Dio c’è il nome di tutti noi. Questa è la tragedia della guerra“.
Infine, il Santo Padre conclude l’omelia ponendo una serie di interrogativi ai fedeli presenti. “Lottiamo sufficientemente perché non ci siano le guerre? Perché non ci sia l’economia dei Paesi fortificate per le industrie delle armi?“