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Papa Francesco alle autorità del paese: “coltivare la memoria” e di “creare legami”.

L’importanza delle radici e dell’appartenenza per “generare futuro”. Papa Francesco ha guardato al passato del popolo estone per proiettarlo nel futuro, parlando al popolo estone, nel suo discorso al palazzo presidenziale di Tallinn. Dopo aver sottolineato che “il benessere non è sempre sinonimo di vivere bene”, il pontefice ha evidenziato che “uno dei fenomeni che […]

L’importanza delle radici e dell’appartenenza per “generare futuro”. Papa Francesco ha guardato al passato del popolo estone per proiettarlo nel futuro, parlando al popolo estone, nel suo discorso al palazzo presidenziale di Tallinn. Dopo aver sottolineato che “il benessere non è sempre sinonimo di vivere bene”, il pontefice ha evidenziato che “uno dei fenomeni che possiamo osservare nelle nostre società tecnocratiche è la perdita del senso della vita, della gioia di vivere e, quindi, uno spegnersi lento e silenzioso della capacità di meraviglia”.

“Una terra sarà feconda, un popolo darà frutti e sarà in grado di generare futuro – ha concluso il Papa – solo nella misura in cui dà vita a relazioni di appartenenza tra i suoi membri, nella misura in cui crea legami di integrazione tra le generazioni e le diverse comunità che lo compongono”

Dal Papa anche un grido d’allarme.

“Mettere tutta la fiducia nel progresso tecnologico come unica via possibile di sviluppo può causare la perdita della capacità di creare legami interpersonali, intergenerazionali e interculturali”.

Una responsabilità fondamentale – ha segnalato Francesco – per coloro che assumono incarichi sociale, politico, educativo, religioso. Tanto da diventare “artigiani di pace”.

Nelle parole del Papa anche il ricordo dei “diversi periodi storici duri e delle sofferenze e tribolazioni patite dal popolo estone. Tuttavia negli ultimi poco più di 25 anni – ha ricordato il Papa -,  la società estone ha compiuto passi da gigante e il Paese, pur essendo piccolo, si trova tra i primi per l’indice di sviluppo umano”. Quindi, l’invito a “ricordare che il posto che avete raggiunto oggi è dovuto allo sforzo, al lavoro, allo spirito e alla fede dei vostri padri”.

Coltivare la memoria riconoscente permette di identificare tutti i risultati di cui oggi godete con una storia di uomini e donne che hanno combattuto per rendere possibile questa libertà, e che a sua volta vi chiama a rendere loro omaggio aprendo strade per coloro che verranno dopo”.

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