Leone XIV e la Tutela dei Minori
La tutela dei minori e delle persone in situazioni di vulnerabilità non è un ambito isolato della vita ecclesiale, ma una dimensione che permea la cura pastorale, la formazione, il governo e la disciplina. Ogni passo avanti in questo cammino è un passo verso Cristo e verso una Chiesa più evangelica e autentica
In questo passaggio in inglese di Papa Leone c’è la sintesi di come la Chiesa intende continuare a lavorare nella “costruzione di un’autentica cultura della cura”. Il Pontefice parla ai partecipanti all’Assemblea Plenaria della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, ricevuti in udienza stamani 16 marzo, nella Sala del Concistoro. Indica loro una prospettiva di “speranza” e “rinnovamento” da perseguire attraverso l’ascolto delle dolorose esperienze delle vittime e dei sopravvissuti, “punti di riferimento essenziali” che portano “alla luce con forza la verità” e insegnano “l’umiltà”.
Andando più in profondità, Leone apprezza il dialogo avviato con la Sezione Disciplinare del Dicastero per la Dottrina della Fede, perché “prevenzione” e “vigile disciplina” sono una fruttuosa sinergia. La prevenzione – ricorda – “non è mai solo un insieme di protocolli o procedure” ma nasce dalla formazione della cultura della cura in cui la tutela dei minori non è “un obbligo imposto dall’esterno” ma un processo di conversione “in cui le sofferenze degli altri siano ascoltate e ci spingano ad agire”.
Papa Leone esorta poi ad una cooperazione ancora maggiore con i Dicasteri visto che il lavoro della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori richiede “un approccio multidisciplinare e articolato”. Anche i dicasteri possono a loro volta usufruire di quanto fatto in undici anni di servizio in particolare nell’ascolto “attento e sincero” delle vittime e dei sopravvissuti e delle loro famiglie. Il Pontefice ricorda che la Relazione annuale della Commissione “è uno strumento di grande importanza” ma anche “di speranza e prudenza, che devono andare di pari passo per il bene della Chiesa”.
“L’ascolto delle vittime e l’accompagnamento delle stesse – afferma il Vescovo di Roma – devono trovare espressione concreta in ogni comunità e istituzione ecclesiale”. L’esortazione viene estesa anche agli Ordinari e ai Superiori Maggiori, è necessario infatti che il lavoro della Commissione diventi “una risorsa” per tutti perché “nessuna comunità all’interno della Chiesa si senta sola in questo compito”. “Preziosa”, afferma Leone, è anche l’iniziativa “Memorare”, istituita nel 2023, che ha proprio lo scopo di assistere e collaborare con le Chiese locali di tutto il mondo nella formazione e nel rafforzamento delle capacità di prevenzione e protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili.
In collaborazione con Vaticannews