Il lavoro dà dignità
«Il lavoro è sacro» e «dà dignità a una famiglia». Lo ha riaffermato Papa Francesco all’udienza generale di mercoledì 19 agosto, nell’Aula Paolo vi, rinnovando il suo appello per la difesa dell’occupazione e per la salvaguardia del creato, minacciato quando il lavoro diventa «ostaggio della sola logica del profitto».

«La bellezza della terra e la dignità del lavoro — ha osservato in proposito — sono fatte per essere congiunte». La terra, infatti, «diviene bella quando è lavorata dall’uomo». Al contrario, nel momento in cui «il lavoro si distacca dall’alleanza di Dio con l’uomo e la donna», l’avvilimento dell’anima contamina tutto: anche l’aria, l’acqua, l’erba, il cibo». In questo modo «la vita civile si corrompe e l’habitat si guasta. E le conseguenze colpiscono soprattutto i più poveri».
Per Francesco «lavorare è proprio della persona umana», perché «esprime la sua dignità di essere creata a immagine di Dio». Per questo «la gestione dell’occupazione è una grande responsabilità umana e sociale, che non può essere lasciata nelle mani di pochi o scaricata su un “mercato” divinizzato». La perdita di posti di lavoro equivale infatti a «un grave danno sociale», ha ribadito il Papa confidando: «Io mi rattristo quando vedo che c’è gente senza lavoro, che non trova lavoro e non ha la dignità di portare il pane a casa. E mi rallegro tanto quando vedo che i governanti fanno tanti sforzi per trovare posti di lavoro e per cercare che tutti abbiano un lavoro». Da qui l’invito a «pregare perché non manchi il lavoro in una famiglia»
Dal Pontefice anche una denuncia della moderna organizzazione economica, che «mostra talvolta una pericolosa tendenza a considerare la famiglia un ingombro, un peso, una passività, per la produttività del lavoro». Su questo terreno «la famiglia è un grande banco di prova». E «quando l’organizzazione del lavoro la tiene in ostaggio, o addirittura ne ostacola il cammino — ha ammonito il Papa — allora siamo sicuri che la società umana ha incominciato a lavorare contro se stessa».
(OSSERVATORE ROMANO)