LA RICCHEZZA DELLA DIFFERENZA UOMO-DONNA
Le sfide della tecnologia alla famiglia e alla vita, il rischio di negare la differenza sessuale tra uomo e donna sono alcuni dei concetti affrontati ieri dal Papa nell’incontro con gli Accademici del Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per Studi su Matrimonio e Famiglia in occasione del nuovo Anno accademico. Nel suo discorso il Papa ha ricordato come oggi i legami familiari siano messi alla prova da più tipi di problematiche, tra queste il narcisismo e l’individualismo e “l’imporsi di ideologie che aggrediscono direttamente il progetto famigliare, come pure la crescita della povertà che minaccia il futuro di tante famiglie”.
In merito alle nuove tecnologie, esse rendono possibili pratiche talvolta in conflitto con la vera dignità della vita umana… con un esito che contraddice il disegno di Dio, il quale ha affidato il mondo e la storia alla alleanza dell’uomo e della donna”.
Il Papa ha parlato poi dell’importanza di riconoscere la differenza sessuale “come una ricchezza e una promessa, non come un motivo di soggezione e di prevaricazione. Il riconoscimento della dignità dell’uomo e della donna comporta una giusta valorizzazione del loro rapporto reciproco. Come possiamo conoscere a fondo l’umanità concreta di cui siamo fatti senza apprenderla attraverso questa differenza?”:
“E’ impossibile negare l’apporto della cultura moderna alla riscoperta della dignità della differenza sessuale. Per questo, è anche molto sconcertante constatare che ora questa cultura appaia come bloccata da una tendenza a cancellare la differenza invece che a risolvere i problemi che la mortificano”.
In effetti – prosegue il Papa – “quando le cose vanno bene fra uomo e donna, anche il mondo e la storia vanno bene. In caso contrario, il mondo diventa inospitale e la storia si ferma”.
Il Papa ha parlato anche delle situazioni di fragilità e di fallimento in ambito familiare: “E’ giusto infatti riconoscere che a volte «abbiamo presentato un ideale teologico del matrimonio troppo astratto, quasi artificiosamente costruito, lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilità delle famiglie così come sono. Questa idealizzazione eccessiva, soprattutto quando non abbiamo risvegliato la fiducia nella grazia, non ha fatto sì che il matrimonio sia più desiderabile e attraente, ma tutto il contrario» (Esort. ap. postsin. Amoris laetitia, 36)”.
Papa Francesco ricorda, infine, che “teologia e pastorale vanno insieme”: “Una dottrina teologica che non si lascia orientare e plasmare dalla finalità evangelizzatrice e dalla cura pastorale della Chiesa è altrettanto impensabile di una pastorale della Chiesa che non sappia fare tesoro della rivelazione e della sua tradizione in vista di una migliore intelligenza e trasmissione della fede”.