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Papa Francesco all’Udienza generale: la tenerezza di Dio

All’Udienza Generale in Aula Paolo VI, Papa Francesco ha proseguito il ciclo di catechesi sulla figura San Giuseppe, incentrando la sua riflessione sul tema ‘San Giuseppe padre nella tenerezza‘. Ricordando la Lettera Apostolica Patris Corde, in occasione del 150° anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa Universale, e la parabola del Padre misericordioso, il Santo Padre ha sottolineato come la tenerezza “non sia una questione emotiva o sentimentale”, ma consista “nel vedere la potenza di Dio passare attraverso ciò che ci rende più fragili”.

Il Pontefice ha poi citato uno spettacolo teatrale della compagnia argentina ‘Avanti‘ sulla parabola del Padre misericordioso. “«Manda un messaggero e di’ che vuoi tornare a casa, e se il papà ti riceverà che metta un fazzoletto alla finestra, quella che tu vedrai appena prendi il cammino finale». E l’opera, con canti e balli, continua fino al momento che il figlio entra nella strada finale e si vede la casa. E quando alza gli occhi, vede la casa piena di fazzolettini bianchi: piena. Non uno, ma tre-quattro per ogni finestra. Così è la misericordia di Dio. Non si spaventa del nostro passato, delle nostre cose brutte: si spaventa soltanto della chiusura. Tutti noi abbiamo conti da risolvere; ma fare i conti con Dio è una cosa bellissima, perché noi incominciamo a parlare e Lui ci abbraccia”.

“Possiamo domandarci – osserva ancora il Pontefice – se noi stessi abbiamo fatto esperienza di questa tenerezza, e se a nostra volta ne siamo diventati testimoni”. La tenerezza, infatti, è la maniera migliore per toccare ciò che è fragile in noi. “Guardate – ha aggiunto Francesco – come gli infermieri toccano le ferite degli ammalati: con tenerezza, per non ferirli più”. Allo stesso modo, il Signore tocca le nostre ferite. “Per questo è importante incontrare la Misericordia di Dio, specie nel Sacramento della Riconciliazione, nella preghiera personale con Dio, facendo un’esperienza di verità e tenerezza. Paradossalmente anche il Maligno può dirci la verità: lui è bugiardo, ma si arrangia per dirci la verità per portarci alla bugia; ma, se lo fa, è per condannarci. Invece il Signore ci dice la verità e ci tende la mano per salvarci. […] Dio perdona sempre: mettetevelo nella testa e nel cuore!”

Avviandosi alla conclusione della sua riflessione, il Papa ha esortato tutti a “specchiarsi nella paternità di Giuseppe ed a domandarsi se permettiamo al Signore di amarci con la sua tenerezza, trasformando ognuno di noi in uomini e donne capaci di amare”. “Senza questa rivoluzione della tenerezza rischiamo di rimanere imprigionati in una giustizia che non permette di rialzarsi facilmente e che confonde la redenzione con la punizione. Per questo, oggi voglio ricordare in modo particolare i nostri fratelli e le nostre sorelle che sono in carcere. È giusto che chi ha sbagliato paghi per il proprio errore, ma è altrettanto più giusto che chi ha sbagliato possa redimersi dal proprio errore”.

Al termine dell’Udienza generale, all’indomani dell’inizio della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani, il Papa ha rinnovato “a ogni battezzato” l’invito a sostenere il cammino ecumenico: “È compito di ogni battezzato impegnarsi per ciò che Gesù desiderava: che tutti siano uno. Vi invito a pregare affinché tutti i cristiani, scoprendo la tenerezza dell’amore di Dio, si amino reciprocamente”.

Nei saluti ai fedeli presenti in Aula Paolo VI, il Santo Padre ha voluto esprimere la sua vicinanza e la sua preghiera per quanti sono stati coinvolti nella violenta eruzione del vulcano sottomarino nei pressi delle Isole di Tonga, lo scorso 15 gennaio.

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