NEWS

Viaggio di Francesco in Ungheria e Slovacchia

Il 34esimo viaggio internazionale di Papa Francesco, che segna la tappa di 54 Paesi visitati in tutto il mondo, vuole essere “un pellegrinaggio nel cuore dell’Europa, durante il quale il Papa affronterà temi che interessano l’intero Continente”. Ma soprattutto vuole essere “un viaggio spirituale”, che inizia con l’adorazione dell’Eucarestia e si conclude con l’invocazione orante alla Madonna dei Dolori che, in questo secolo, non ha mai smesso di vegliare sulle terre slave ferite dai totalitarismi. In queste brevi frasi del portavoce vaticano, Matteo Bruni, si condensano i quattro giorni che Francesco vivrà dal 12 al 15 settembre prossimi prima a Budapest, per celebrare la chiusura del Congresso Eucaristico internazionale, poi in Slovacchia con tappa nella capitale Bratislava e in altre tre città: Prešov, Košice e Šaštin.

Un pellegrinaggio in onore dell’Eucarestia

“È un pellegrinaggio in onore del Santissimo Sacramento”, ha rimarcato il portavoce vaticano, ricordando che la genesi di questo viaggio va ricondotta proprio al desiderio del Papa di essere vicino alle centinaia di uomini e donne che, da domenica scorsa, hanno preso parte al Congresso Eucaristico. In particolare di presiedere la Messa finale, chiamata Statio Orbis perché celebrata come se “immaginificamente e nello spirito” radunasse l’intero Orbe cristiano.

I viaggi di Giovanni Paolo II

“L’Ungheria ha poi aperto le porte alla Slovacchia”, ha ricordato Bruni. Il Papa stesso, nella conferenza stampa sul volo di ritorno dall’Iraq, a marzo, rivelando il processo interiore che accompagna la scelta dei luoghi da visitare, aveva spiegato infatti di essere stato consigliato da uno dei suoi collaboratori ad affacciarsi da Budapest a Bratislava che si trova “a due ore di macchina”. Una breve ipotetica tappa che si è trasformata invece in un viaggio di settantadue ore nelle principali città di questa regione dell’Europa centro-orientale, molte delle quali già visitate da Giovanni Paolo II durante tre viaggi: nel 1990, nel 1995 e nel 2003, due anni prima della morte.

Allora da parte di Wojtyla c’era la chiamata alla Chiesa e alle comunità cristiane a partecipare alla ricostruzione di una società che lentamente si rialzava dagli orrori del nazismo e dagli “errori e sofferenze” del regime comunista. Uno scenario sicuramente diverso da quello che incontrerà Francesco la prossima settimana. Tuttavia “i popoli e le terre sono le stesse” e nell’animo di molti uomini e donne pesano ancora le ferite di quegli anni bui. “Il Papa visita popoli che hanno sofferto un regime repressivo della fede e della libertà religiosa”, con vescovi, preti, suore, laici incarcerati, torturati, martirizzati, sacerdoti ordinati di nascosto nelle fabbriche in cui erano impiegati, ma anche “cristiani fieri di aver resistito, a volte fino al sangue, al male e alle persecuzioni”.

Ecumenismo e dialogo interreligioso

“Sofferenza e martirio hanno unito ma anche diviso le diverse confessioni, per questo sono importanti gli incontri ecumenici”, ha rilevato Bruni. Entrambi si terranno il primo giorno, domenica 12 settembre: il primo di mattina con i rappresentanti del Consiglio ecumenico delle Chiese, a Budapest, nel Museo delle Belle Arti; l’altro, nel pomeriggio, nella Nunziatura di Bratislava.

Altrettanto importante in questa trasferta papale – ha evidenziato il portavoce – l’incontro con le comunità ebraiche, eredi anch’esse di una lunga storia di sofferenze aggravate dalle deportazioni del regime nazista che hanno ridotto a 20 mila membri, dopo la guerra, una comunità che prima ne contava 136 mila. Di questi, 15 mila vivevano fino al 1940 a Bratislava, solo 3.500 sono sopravvissuti, vedendo dopo la Seconda Guerra mondiale il loro patrimonio architettonico distrutto e incontrando indifferenza e ostilità. Soltanto i cambiamenti politici successivi alla caduta del comunismo, nel 1989, hanno portato a una rinascita della vita ebraica. Quella che il Papa incontrerà il 13 settembre nella Piazza Rybné námestie, dove sorge un memoriale della Shoah, sarà infatti una comunità assai attiva, promotrice di attività religiose, culturali, educative.

Fonte: www.vaticannews.va

Condividi questo contenuto
CORRELATI

CANALI TV PER VEDERE TELEPACE

VERONA 14 e 187
VENETO E LOMBARDIA 187
EMILIA ROMAGNA 94

TRENTINO ALTO ADIGE 13
ROMA 73 e 214 HD
APP iOS e ANDROID - Scopri di più

Ti aggiorneremo ogni mese con le nostre iniziative, seguici! ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
La TV come la conosciamo sta cambiando, ma Telepace non cambia: si trasforma!
This is default text for notification bar