Un mese con San Francesco

Un mese con San Francesco – Ep. 31

E se tornasse Francesco

“E se tornasse Francesco?”. È una domanda interessante, questa, a cui cerca di rispondere padre Enzo nell’ultima puntata di questa serie. Premette che tanti hanno cercato di rispondere a questo interrogativo, soprattutto i seguaci del poverello. E poi, cita il professore Carlo Bo, e il suo libro “Se tornasse Francesco”. L’autore ipotizza, tra le sue pagine, che il santo d’Assisi, oggi, non sarebbe compreso e sarebbe liquidato dalla cultura contemporanea. Il suo abbraccio cosi radicale della povertà nel rifiuto di ogni accumulo del possesso sembra non realizzabile, nell’incapacità comune di uno slancio nell’aderire al suo prezioso insegnamento. “Quando Francesco batte alle nostre porte, facciamo entrare nelle nostre case la sua leggenda e lasciamo fuori le sue verità”, conclude Bo. Le verità del poverello sono la pazienza, il perdono, la carità e sono le stesse verità predicate dal Cristo e che in Francesco si sono fatte tangibili. Obbedire al Vangelo non è facile per nessuno ed è per questo che il Serafico nella sua santità ci appare irraggiungibile e lo riduciamo ad un mito, ad una favola da raccontare. Se tornasse Cristo, argomenta padre Enzo, la questione sarebbe la medesima. Nel chiostro di Sisto IV vi sono degli affreschi di Dono Doni. E tra questi, interessante a proposito è la “sequela di Francesco”. Il pittore assisano raffigura il poverello nell’atto di seguire il Cristo, portando anch’egli sulle spalle la croce, nella salita al Calvario. Il dipinto riassume tutta la spiritualità francescana in questa immagine. Gesù va seguito in modo concreto e con radicalità, nella vita di tutti i giorni, con scelte dolorose. A questa impresa non dobbiamo rinunciare e la vita di san Francesco ci suggerisce che una “imitazione di Cristo”, invece, è possibile. Anche papa Francesco, nell’Enciclica “Gaudete et Exsultate”, ha ricordato che “la santità è una via per tutti”. E il Signore “non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente” e continua a chiamare tutti. Il poverello d’Assisi ha corso con perseveranza ed è giunto al traguardo. Possa continuare ad essere la sua testimonianza un modello prezioso ed attuabile.

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